Cos’è l’ “ascolto attivo”?

Si sente spesso parlare di ascolto attivo, ma quanti sanno esattamente di che si tratta?

Noi ne abbiamo parlato la settimana scorsa durante il nostro ultimo incontro del Ciclo PsicologicaMente presso l’auditorium della biblioteca di Vimercate…eccovi una breve sintesi di quanto detto!

Quando si pratica l’ascolto attivo in una relazione, invece di porsi con i tradizionali atteggiamenti considerati da ”buon osservatore” – ossia, come persone impassibili, neutrali, incuranti delle proprie emozioni e tese a nascondere e ignorare le proprie reazioni a quanto si ascolta – è invece necessario ascoltarsi e conoscersi profondamente, essere consapevoli dei propri costrutti e modi di “guardare” la realtà; infatti un “buon” ascolto deve essere aperto e disponibile innanzitutto verso se stessi, verso le proprie emozioni del qui ed ora, per essere consapevoli dei limiti del proprio punto di vista e per accettare il non sapere e la difficoltà di non capire.

L’ascolto attivo è l’abilità che meglio riassume le tre caratteristiche individuate da Carl Rogers che devono essere presenti nell’ascoltatore affinché una persona in difficoltà si possa sentire realmente ascoltata e aiutata: empatia, accettazione, autenticità.

Se chi si offre di aiutarci è una persona:

  1. Empatica – mi comprende davvero, intuisce i miei veri sentimenti, mi fa capire che mi sta ascoltando con attenzione, sa mettersi nei miei panni e mi comunica la sua percezione di quell’esperienza;
  2. Accettante – mi lascia essere quello che sono, con il mio modo di pensare, sentire, parlare e agire; non mi chiede di essere diverso o di cambiare i miei sentimenti;
  3. Autentica – antepone la sincerità, l’onestà e la genuinità all’assunzione di un ruolo;

 

…significa che riesce a dirci: “Ciò che tu sei e comunichi è importante per me”.

 

Queste caratteristiche permetteranno quindi di rendersi disponibili in modo autentico per capire realmente ciò che l’altro sta comunicando, mettendo anche in luce possibili difficoltà di comprensione, senza giudizio.

 

Possiamo quindi dire che:

  • l’ascolto attivo è un modo particolare di rispecchiare ciò che l’altro ha espresso per fargli capire che è ascoltato e dargli modo di verificare se e quanto avete compreso il suo messaggio;
  • l’ascolto attivo richiede che vi mettiate nei panni dell’altro cercando di cogliere i suoi pensieri e sentimenti, e che gli esprimiate quanto avete compreso con calore e accettazione;
  • l’ascolto attivo è una riformulazione della comunicazione globale dell’altro, nelle sue componenti verbali ed emozionali;
  • l’ascolto attivo permette a voi e all’altra persona di comprendere l’esperienza che sta vivendo.

Da questa modalità di ascolto è escluso non solo il giudizio, ma anche il consiglio e la ricerca di soluzioni agli eventuali problemi espressi dall’altro. La reciprocità della relazione permetterà di esprimere ed esplorare il problema, comprenderlo e aprire la strada al raggiungimento di una personale soluzione.

 

A cura della d.ssa Serena Redaelli, psicologa psicoterapeuta

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