LA VIOLENZA SULLE DONNE

Il lockdown dell’anno scorso ha mostrato un aumento delle telefonate al numero anti violenza nazionale 1522 e un incremento delle domande per gli alloggi nelle Case Rifugi. La violenza sulle donne è un reato punibile dalla legge, è una violazione dei diritti umani che ha avuto un tardo riconoscimento. A livello storico solo dal 1990 si sono mossi i primi passi per contrastare la violenza verso le donne con “Le norme contro la violenza sessuale” del 1996, “le norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno a minori vittima di schiavitù” del 1998.

Nel 2001 la legge “Misure contro la violenza nelle relazioni familiari” e dieci anni dopo “La convenzione di Istambul” che disciplina le misure di prevenzione, protezione e perseguimento degli autori di reato.

Nel 2013 la violenza verso le donne viene riconosciuta come violazione dei diritti umani, nel 2014 viene definita la violenza di genere.

Nei reati di maltrattamento rientrano la violenza fisica, sessuale, psicologica, economica e gli atti persecutori di stalking.

Per violenza fisica si intende qualsiasi azione finalizzata a far male e/o spaventare. Le aggressioni possono essere evidenti (calci, pugni, spinte), ma a volte sono più sottili e si rivolgono a qualcosa cui la persone tiene (animali, oggetti, vestiti), ai mobili o a cose che sono necessarie (es. i documenti). Si va perciò dall’aggressione fisica grave, che comporta ferite e richiede cure mediche d’emergenza, ad ogni contatto fisico che miri a spaventare e controllare la persona.

La violenza psicologica è insita in tutte le forme di violenza e seppur invisibile è molto invalidante. Comprende abusi psicologici come intimidazioni, umiliazioni pubbliche o private, continue svalutazioni, ricatti, controllo delle scelte personali e delle relazioni sociali fino ad indurre la persona ad allontanarsi da amici e parenti, sino al completo isolamento.

Con il termine violenza sessuale si fa riferimento ad ogni forma di coinvolgimento in attività sessuali senza un reale consenso: qualsiasi atto sessuale, o tentativo di atto sessuale, commenti o avances sessuali non desiderate, o traffico sessuale, contro una persona con l’uso della coercizione.

La violenza economica comprende forme di controllo economico come il sottrarre o impedire l’accesso al denaro o ad altre risorse  basilari, sabotare il lavoro della donna, impedire opportunità educative o abitative. Tale forma di violenza riguarda tutto ciò che concorre a far sì che la donna sia costretta in una situazione di dipendenza e/o non abbia i mezzi economici per soddisfare i propri bisogni di sussistenza e quelli dei figli. Tali strategie la privano della possibilità di decidere autonomamente e rappresentano uno degli ostacoli maggiori nel momento in cui la donna si sente pronta per uscire dalla situazione di maltrattamento.

In ultimo vi sono gli atti persecutori-stalking riconosciuti solo recentemente in Italia. Indica forme di comportamento controllante messe in atto da parte del persecutore sulla vittima, significa “fare la posta” e spesso si verifica quando una donna decide di interrompere la relazione con l’uomo. Spesso precede i femminicidi o tentati femminicidi. Si può manifestare con l’invio indesiderato e quotidiano di fiori, regali pedinamenti a piedi o in auto, minacce telefoniche tramite email, sms appostamenti presso l’abitazione della donne, il luogo di lavoro o altri luoghi normalmente frequentati dalla donna.

Non è mai troppo tardi per chiedere aiuto ad un centro antiviolenza che offre cure, sostegno pratico e aiuto nelle questioni legali. Per contrastare il fenomeno giocano un ruolo fondamentale le azioni preventive che richiedono un profondo cambiamento di atteggiamenti ed il superamento di stereotipi culturali che favoriscono o giustificano l’esistenza di tali forma di violenza. Per questo motivo all’interno dei nostri percorsi sull’affettività e sessualità ampio spazio è dedicato al tema degli stereotipi di genere, alle relazioni non sane e alle forme di violenza.

 

a cura della D.ssa Rosaria Ljuba Lucariello, psicologa psicoterapeuta

Per informazioni potete scrivere a psicologia@centroilmelograno.it

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