RITORNO A SCUOLA: come accompagnare i bambini dopo le vacanze

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Dal ritmo lento delle vacanze al suono della campanella, senza stress
Le vacanze sono finite, gli zaini tornano a riempirsi e la sveglia riprende il suo ruolo da
protagonista. Per molti bambini il ritorno a scuola è un momento di entusiasmo: rivedere gli
amici, raccontare le avventure estive, scoprire cosa ci aspetta. Per altri, invece, questo passaggio
può essere fonte di ansia, stanchezza e malumore.

Perché il ritorno può essere difficile
Durante le vacanze, i bambini si abituano a ritmi più lenti, più ore di sonno, pasti meno scanditi e
giornate con meno regole. Tornare a un’agenda serrata e a richieste scolastiche può essere un
piccolo shock, soprattutto per i più sensibili ai cambiamenti.

Segnali da osservare
 Sonnolenza o difficoltà ad addormentarsi la sera.
 Irritabilità o pianti frequenti.
 Lamentele fisiche (mal di pancia, mal di testa) prima di andare a scuola.
 Scarso entusiasmo per compiti o attività scolastiche.

Come accompagnare il passaggio
 Riprendere gradualmente i ritmi
Non aspettare il primo giorno di scuola per “cambiare marcia”. Anticipare la sveglia e la
nanna di 15–20 minuti ogni giorno per 4–5 giorni prima della ripresa aiuta il corpo a
riadattarsi senza shock.
 Coinvolgere nella preparazione
Dare compiti concreti (“Puoi scegliere quale quaderno usare per italiano”) trasforma il
ritorno a scuola in un progetto condiviso. Questo aumenta il senso di controllo e riduce la
percezione di imposizione.
 Valorizzare il lato sociale
Parlare delle persone e delle attività piacevoli che li aspettano a scuola (“Rivedrai i tuoi
amici”, “Quest’anno farai il laboratorio di scienze”) stimola l’anticipazione positiva, che
contrasta l’ansia.
 Mantenere spazi di “vacanza” anche in settimana
Non riempire subito i pomeriggi di compiti e impegni strutturati. Inserire momenti di
gioco libero o attività creative aiuta a bilanciare dovere e piacere, mantenendo alto il
benessere emotivo.
 Accogliere le emozioni
Se un bambino esprime tristezza o preoccupazione, evitare frasi minimizzanti (“Non è
niente”). Meglio accogliere (“Capisco che ti manchi l’estate. Anch’io ho bisogno di un po’ di
tempo per abituarmi”) e poi proporre strategie pratiche (“Facciamo un disegno con i
ricordi più belli e lo teniamo vicino”).

Consigli pratici per insegnanti

Il rientro dopo le vacanze non è solo un momento di ripartenza per gli studenti, ma anche
un’occasione per creare un clima di classe positivo. Alcune strategie utili:
 Giornata di “accoglienza”: dedicare le prime ore a racconti, giochi e attività di gruppo,
senza tuffarsi subito nei compiti.
 Attività ponte: collegare le esperienze delle vacanze ai contenuti scolastici (scrivere un
racconto estivo, fare una mappa dei luoghi visitati).
 Obiettivi realistici: evitare di assegnare subito verifiche o compiti impegnativi.
 Ritmi graduali: alternare momenti di lavoro a pause attive per mantenere la
concentrazione.
 Osservazione attenta: prestare attenzione a segnali di malessere emotivo o ansia, e
parlarne con la famiglia se necessario.

Un ritorno sereno vale più di una corsa perfetta
L’obiettivo non è fare tutto subito e alla perfezione, ma trovare un nuovo equilibrio che rispetti i
tempi di ogni bambino. Con pazienza, empatia e un po’ di organizzazione, il passaggio dalla
spiaggia al banco può diventare un’occasione per scoprire nuove energie e motivazioni.

cura di Simona Magni, Psicologa clinica, neuropsicologa

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