COME AIUTARE MIO FIGLIO A STUDIARE?

apprendimentobambinietà evolutivametodo di studioCommenti disabilitati su COME AIUTARE MIO FIGLIO A STUDIARE?

Quando un bambino in età scolare comincia ad affrontare compiti e lo studio più strutturati e approfonditi, è necessario che sviluppino un metodo di studio efficace.  Questo è alla base di un successo scolastico e di un benessere emotivo. Ma cosa significa davvero “metodo di studio”, e come può un genitore sostenere senza sostituirsi?

Il metodo di studio non è solo trascorrere molte ore sui libri, interi pomeriggi o weekend ma è l’insieme di strategie e abitudini che permettono a un bambino di organizzare il tempo, comprendere e ricordare le informazioni, affrontare i materiali di studio in modo autonomo. Queste capacità sembrano scontate, ma per i bambini di questa generazione, dove la maggior parte delle richieste sono esaudite nell’immediato, dedicare del tempo e fermarsi a riflettere è molto più complesso di quello che immaginiamo.

La ricerca educativa sottolinea che il sostegno genitoriale è importante per l’apprendimento, ma deve essere orientato alla promozione dell’autonomia e non alla risoluzione diretta dei compiti. Autonomia e motivazione sono infatti correlate positivamente alle performance scolastiche.

Un recente studio scientifico mostra anche che il coinvolgimento dei genitori nella fase di studio è più efficace quando si presta attenzione alle emozioni, all’organizzazione e alla strutturazione del lavoro piuttosto che intervenire direttamente sulla comprensione del contenuto (ad esempio, rispondendo alle domande al posto del bambino).

Ad oggi è quindi fondamentale supportare il bambino a ricercare e organizzare i compiti da svolgere: anni fa esisteva il diario che racchiudeva tutti i compiti in una pagina ora invece le informazioni devono essere raccolte tra i materiali caricati sul classroom, registro elettronico e a volte il diario cartaceo.

Consegnare ai bambini un telefono o un tablet per accedere a questi materiali non è la soluzione. Infatti non possiedono le capacità cognitive adeguate per poter gestire, in modo efficace, tale strumento. E’ invece, importante che il genitore spenda del tempo nel pomeriggio o nel weekend a insegnare al bambino a inserire in una tabella settimanale i vari compiti in modo che siano chiari i compiti che ogni giorno saranno da svolgere e il tempo che sarà necessario per svolgerli in modo accurato. La tecnologia deve quindi essere sempre moderata e gestita dall’adulto in modo da insegnare ai propri figli una modalità di pianificazione ed organizzazione che gli permetteranno di diventare nel tempo sempre più autonomo ed indipendente.

Proviamo a dare degli esempi di strategie pratiche dopo la pianificazione dei compiti:

  1. Creare una routine di studio

Stabilire un momento fisso, con pause regolari, aiuta i bambini a sviluppare un ritmo: non si tratta di controllare ogni compito, ma di insegnare a pianificare il tempo.

  1. Ambiente favorevole

Un luogo di studio tranquillo, ben illuminato e senza distrazioni facilita la concentrazione. Mentre tuo figlio studia, fai anche tu attività tranquille: questo comunica che è un momento importante. Ad esempio: lavora al computer o pianifica il lavoro per il giorno successivo. Poniti concentrato, evita di guardare continuamente il cellulare e metti il silenzioso in modo da fungere da modello al proprio figlio e far passare il messaggio che per concentrarsi adeguatamente non ci devono essere distrazioni.

  1. Domande guida

Invece di spiegare direttamente, puoi fare domande come:

  • “Qual è il concetto principale qui?”
  • “Come spiegheresti questo con le tue parole?”
    Queste domande aiutano i bambini a riflettere attivamente sul materiale.
  1. Supporto emotivo

Riconoscere gli sforzi (“Hai lavorato bene su questo pezzo!”) porta a maggior motivazione e autostima rispetto a correzioni continue. Anche la scienza dell’educazione lo conferma: il rinforzo positivo è associato a migliori risultati e maggiore fiducia nei propri mezzi. Non limitiamoci a dire “Bravo” ma spieghiamo il motivo del nostro elogio: “Hai ripetuto in modo fluente e sicuro”, “La mappa che hai costruito è chiara ed esaustiva”.

  1. Collegare lo studio agli interessi

Se tuo figlio ama certi argomenti (animali, sport, storie), puoi aiutarlo a connettere il materiale scolastico con i suoi interessi: questa motivazione intrinseca quindi che proviene da noi stessi rende lo studio più significativo e sicuramente assimilato più facilmente.

 

 

  1. Costruire mappe concettuali

La memoria visiva può essere un utile strumento di supporto dello studio. Le mappe concettuali costruite con all’interno parole chiave o disegni aiutano ad “aprire i cassetti della memoria” che attivano il recupero delle informazioni.

Cosa non fare

✘ Non fare i compiti al posto suo
✘ Non ripetere per lui quando non capisce
✘ Non correggere tutto

Le ricerche mostrano che quando un genitore “sostituisce” l’impegno del bambino, questo può creare dipendenza e ridurre l’autonomia nello studio.

 

A cura di dott.sa Federica Colzani ,Psicologa psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

 

© 2018 Centro Il Melograno A.P.S. - Psicologia e Servizi alla Persona - C.F. 94060860155