L’alto potenziale cognitivo (APC), noto anche come “giftedness” o plusdotazione, è una complessa costellazione di caratteristiche cognitive, emotive e comportamentali, che si esprimono in modi diversi.
La sua definizione si basa a livello statistico su un Quoziente Intellettivo (QI) elevato (spesso pari o superiore a 130, ove ci rientra mediamente circa solo il 2% della popolazione); tuttavia tale criterio è una condizione necessaria, ma non sufficiente alla definizione della condizione dell’APC.
Infatti, i bambini con APC mostrano diverse peculiarità che riassumo per punti qui di seguito:
- Capacità intellettiva eccezionalmente superiore alla media, che sfociano in un rapido e profondo apprendimento di concetti e informazioni, in un ragionamento avanzato e astratto che permette la facile risoluzione di problemi complessi, ed alte capacità di memorizzazione.
- Creatività e pensiero divergente, ovvero la capacità di generare idee originali e pensare “fuori dagli schemi” ed esplorare diverse connessioni (pensiero arborescente, ovvero una modalità di pensiero non lineare ma multidirezionale e caratterizzata da multiple connessioni tra idee e concetti).
- Alta sensibilità emotiva e sociale: fanno si che percepiscano il mondo vivendo le emozioni (gioie, dolori, relazioni) con maggiore intensità, il che può renderli più vulnerabili (qua si ha una parziale sovrapposizione con la categoria delle persone altamente sensibili).
- Profonda curiosità e sete di conoscenza, ponendo spesso domande complesse ed astratte (es. sul senso della vita o sulla giustizia sociale).
- Tendenza al perfezionismo, con aspettative molto alte verso sè stessi, che può portare a frustrazione e ansia.
- Caratteristiche comportamentali e relazionali quali linguaggio precoce e vocabolario ampio, preferenza per la compagnia di adulti o bambini più grandi (le conversazioni con i coetanei sono da loro percepite come meno stimolanti), forte indipendenza e autonomia nell’apprendimento e nella gestione delle attività.
Diagnosi dell’APC
La diagnosi viene effettuata tramite una valutazione psicologica multidisciplinare approfondita, che include colloqui con l’individuo e i genitori (se minore), osservazione, somministrazione di test intellettivi standardizzati (es. scale Wechsler) per misurare il QI e le diverse abilità cognitive, e valutazione delle caratteristiche emotive, sociali e comportamentali. Riconoscere l’APC è fondamentale per offrire il supporto e le stimolazioni adeguate, permettendo all’individuo di sviluppare appieno il proprio potenziale e gestire le sfide della vita quotidiana…ma quali sfide?
Com’è possibile che un bambino con APC incontri delle difficoltà?
Al contrario di quanto si possa immaginare, il pattern dell’APC non si manifesta necessariamente in un eccellente rendimento scolastico. Sebbene possa sembrare paradossale, infatti, la dissincronia tra sviluppo intellettivo, emotivo e sociale può portare a diverse difficoltà spesso sottovalutate (teniamo presente che soprattutto in infanzia e adolescenza esistono tappe di sviluppo e compiti evolutivi che definiscono lo sviluppo tipico).
Riporto qui di seguito una serie di difficoltà che un bambino con APC potrebbe incontrare durante le sue tappe di sviluppo:
- Difficoltà a livello scolastico che si declinano in modi differenti, ad esempio: noia e demotivazione legate a curricula troppo semplici o ripetitivi, rendimento basso o disomogeneo (es. dovuto alla noia, alla mancanza di stimoli o alla percezione di inutilità dei compiti), perfezionismo e ansia da prestazione con paura di fallire e procrastinazione, mancanza di solide abilità di studio, organizzazione e gestione del tempo (che fino ad un certo punto non sembrano essere richieste perché compensate dalle alte abilità, ma che ad un certo punto quando le richieste aumentano – medie e superiori – risultano necessarie).
- Difficoltà emotive e psicologiche come ipersensibilità emotiva che li rende più vulnerabili a critiche o fallimenti, senso di “diversità” e isolamento dai coetanei (che porta a solitudine), problemi di autostima, sviluppo asincrono tra maturità intellettuale ed emotiva (che crea confusione), crisi esistenziali precoci a causa del ragionamento astratto e profondo.
- Difficoltà sociali e relazionali come difficoltà a trovare coetanei con interessi o livello di conversazione simili, incomprensione o esclusione dai pari per interessi specifici, vocabolario avanzato o senso dell’umorismo, rifiuto del gioco tipico della loro età, problemi di regolazione sociale (interruzioni, monopolizzare conversazioni) a causa del pensiero rapido.
Le situazioni di Doppia Eccezionalità (“Twice-Exceptional” – 2e)
Si chiama “doppia eccezionalità” la condizione per cui l’APC coesiste in comorbilità con altri disturbi del neurosviluppo; va da sé che questo talvolta rende la diagnosi e la gestione più complesse (questo aspetto verrà approfondito in uno dei prossimi articoli, in cui ci concentreremo sulla diagnosi differenziale tra APC e spettro autistico-ADHD-alta sensibilità).
In ogni caso, in tutti i casi è molto importante porre una corretta diagnosi differenziale così da poter sviluppare strategie di supporto mirate che valorizzino le risorse della persona e affrontino le difficoltà specifiche.
Strategie di Supporto per Ragazzi con APC (anche con 2e)
Le strategie che presenterò qui di seguito sono strategie generali, che come sempre vanno declinate e tarate sul bambino caso per caso. Ecco alcuni esempi:
- A livello accademico è utile collaborare con la scuola per offrire materiale didattico avanzato, incoraggiare l’apprendimento autodiretto, proporre sfide intellettuali, considerare il mentoring, spiegare il “perché” dei compiti meno stimolanti, e insegnare tecniche di studio efficaci, il tutto in ottica di gestire la noia e la frustrazione.
- A livello cognitivo è utile focalizzarsi sulle funzioni esecutivo-attentive relativamente agli aspetti di pianificazione/organizzazione (es. utilizzando agende e calendari), flessibilità cognitiva e autoregolazione (mindfulness, pause) per favorire aspetti di autonomia.
- A livello emotivo e psicologico è importante che ci siano validazione e comprensione rispetto alle proprie risorse e al significato dell’APC, e possono essere molto utili percorsi terapeutici per imparare a gestire le emozioni intense, per favorire lo sviluppo dell’autostima e la tolleranza all’errore.
- A livello sociale e relazionale è fondamentale favorire interazioni significative cercando attività extrascolastiche che coinvolgano pari con interessi simili (es. club di scacchi, robotica), e spiegando le regole sociali (es. ascolto attivo, negoziazione, empatia verso gli altri). Inoltre, un percorso psicologico potrebbe essere utile in questo senso per gestire la dissincronia tra età emotiva ed età intellettiva.
È quindi fondamentale fare un lavoro d’equipe tra scuola-famiglia-professionisti e bambino per promuovere al meglio le risorse e arginare le fragilità del bambino.
L’APC nelle diverse fasi della vita
L’APC è una caratteristica che permane per tutta la vita, evolvendo nel corso del tempo in termini di manifestazioni e di sfide che la persona si trova ad affrontare. Di seguito presento in modo macroscopico le principali differenze tra età evolutiva, adolescenza ed età adulta:
- Nei bambini (età prescolare e scolastica) sono presenti manifestazioni evidenti come sviluppo precoce (lettura, linguaggio, calcolo), curiosità insaziabile, memoria eccezionale, pensiero astratto, sensibilità emotiva, perfezionismo e preferenza per adulti/bambini più grandi. Le sfide (come detto precedentemente) includono noia scolastica, difficoltà sociali, dissincronia e sottorendimento.
- Negli adolescenti le sfide si amplificano a livello di intensità emotiva, bisogno di autenticità e difficoltà relazionali relative al conformismo (che può portare al mascheramento delle proprie capacità), problemi di identità e auto-accettazione, perfezionismo, dispersione o sottorendimento scolastico. Questo pattern deriva dalla principalmente dalla profondità di pensiero, dalle alte capacità di pensiero critico, e dalle ampie capacità creative.
- Negli adulti tali caratteristiche si integrano maggiormente nella vita, influenzando principalmente la carriera e le relazioni. Le manifestazioni comprendono curiosità intellettuale continua, pensiero arborescente, intensità emotiva, forte senso di giustizia e non conformismo, e bisogno di autonomia e significato nel lavoro. Le sfide includono incomprensione o isolamento professionale, difficoltà relazionali e senso di estraneità, gestione dell’intensità e dell’ansia (stress cronico, insonnia, burnout), perfezionismo e auto-critica. Per tali caratteristiche spesso gi adulti con APC ricorrono ad una valutazione che porta in una buona percentuale di casi ad una diagnosi tardiva che porta sia sollievo che rammarico.
In ogni fase della vita, perciò, il riconoscimento e il supporto adeguato sono essenziali per permettere alle persone con APC di vivere una vita piena e appagante, valorizzando i loro talenti e imparando a gestire le sfide.
a cura di Sara Marchesi, psicologa clinica