La prematurità (giornata mondiale della prematurità il 17 novembre)

gravidanzanascitapost-partumprematuritaCommenti disabilitati su La prematurità (giornata mondiale della prematurità il 17 novembre)

“un dialogo fisiologico e sensoriale perfetto, quello tra la pancia della mamma e il suo piccolo. Capire cosa vive un neonato pretermine significa comprendere la sua fisiologia e mettersi al servizio dei suoi bisogni primari, accompagnando al tempo stesso i suoi genitori nel ritrovare il loro ruolo naturale.”

La prematurità non è semplicemente la nascita anticipata di un bambino: è l’interruzione improvvisa di un dialogo fisiologico e sensoriale perfetto, quello tra la pancia della mamma e il suo piccolo. Capire cosa vive un neonato pretermine significa comprendere la sua fisiologia e mettersi al servizio dei suoi bisogni primari, accompagnando al tempo stesso i suoi genitori nel ritrovare il loro ruolo naturale.

Quando un bambino nasce prima del termine, la sua fisiologia si trova ad affrontare un salto immenso:

il tono muscolare ancora ipotonico e fatica a mantenere la posizione “raccolta” che aveva nell’utero. Per questo motivo è utile creare attorno a lui un “nido”, che gli restituisca il confine corporeo, facendolo sentire di nuovo contenuto e al sicuro.

La pelle è l’organo sensoriale più esteso e, nel pretermine, è estremamente sottile e reattiva: ogni contatto non calibrato, ogni luce improvvisa o rumore viene percepito come un sovraccarico sensoriale. Il bisogno fisiologico del piccolo è la protezione dallo stress: contatto lento e mani avvolgenti che contengono.

Inoltre il neonato pretermine spende energie preziose che dovrebbero servire per la sua crescita, mettere il piccolo sul petto nudo della mamma o del papà può essere molto di aiuto poiché non è solo un momento d’affetto, ma una vera e propria terapia fisiologica in quanto Il battito cardiaco e la respirazione di mamma o papà aiutano a sincronizzare e stabilizzare i parametri del neonato, La temperatura del petto si autoregola per scaldare il bambino esattamente quanto serve ed infine il contatto pelle a pelle stimola il rilascio di ossitocina, favorendo inoltre l’avvio dell’allattamento.

Sicuramente l’uscita dalla Terapia Intensiva Neonatale e l’arrivo a casa sono la meta tanto desiderata, ma portano con sé anche domande e comprensibile apprensione.

La parola d’ordine che può aiutare le famiglie che si trovano a vivere questo passaggio potrebbe essere continuità: cercare di mantenere ambienti tranquilli, con luci soffuse e ritmi regolari. Favorire il più possibile il babywearing o momenti prolungati di contatto corporeo. Custodire la serenità della famiglia, accogliendo il supporto di professionisti e reti di sostegno per non sentirsi soli.

a cura di Giorgia Lemmi, puericultrice

Per info sui nostri servizi:

nascita@centroilmelograno.it

© 2018 Centro Il Melograno A.P.S. - Psicologia e Servizi alla Persona - C.F. 94060860155