MUSICOTERAPIA

Cos’è la musicoterapia?

“Musicoterapia”: prendersi cura di qualcuno attraverso fare musica e/o l’utilizzo della musica. La musica può fare bene? Nel momento in cui il paziente vive le emozioni suscitate dalla musica attraverso la partecipazione del terapista.

In questo modo la musicoterapia è mezzo efficace di comunicazione; essa non produce musica, ma va ad indurre un cambiamento nel paziente, anche se spesso non consapevole, acquisendo un valore terapeutico.

La musica diventa il terreno comune, il punto d’incontro tra due mondi dove poter “parlare” la stessa lingua e dove l’incontro con “l’altro” avviene all’interno di una relazione affettiva. Qui il riconoscersi e il farsi riconoscere è soprattutto un modo di comunicare con gli altri e tutto il musicale, ma anche tutti i segnali e i comportamenti dell’individuo, possono essere pertinenti e valorizzati nell’operatività terapeutica: gli sguardi, i gesti, le voci, i respiri e perfino i silenzi dicono quello che le parole non possono dire.

Ogni essere umano è una partitura vivente (Edith Stein) che il musicoterapista impara a leggere. Nulla può essere lasciato al caso e per questo motivo si parla di “sintonizzazione” tra paziente e terapeuta. Quest’ultimo infatti prende spunto dalle proposte del paziente, accogliendo i suoi comportamenti sonori con la tecnica dell’imitazione, per poi cercare di instaurare una relazione attraverso un gioco di proposte e risposte (dialogo sonoro).

La tecnica utilizzata per il raggiungimento della sintonizzazione è quella della musicoterapia attiva; si farà uso infatti dello strumentario Orff (tamburi, legnetti, metallofono, xilofono, sonagli…),dei suoni prodotti con il proprio corpo, della voce, di oggetti qualsiasi e del pianoforte per improvvisazioni sonoro-musicali, durante le quali il paziente si sentirà accolto, compreso, valorizzato e guidato all’interno della relazione terapeutica.

OBIETTIVO GENERALE DELL’INTERVENTO MUSICOTERAPICO
La musicoterapia non si pone solo come “aiuto” nell’attivazione di competenze, nel nostro caso nei bambini, ma guarda al benessere generale della persona. Il benessere si ottiene infatti solo quando si stabilisce un’ armonica relazione tra sé e la realtà che ci circonda.
In questo contesto la musica fa da “ponte comunicativo” tra il terapista e il bambino, che attraverso l’ascolto entra in contatto con l’ambiente esterno. Ciò favorisce la percezione consapevole di sé, dell’altro e della realtà che circonda il bambino e di conseguenza fa sì che la musica sia da sostegno psichico nella percezione e stabilizzazione delle proprie emozioni.
Attraverso un lavoro indiretto che parte dal corpo, dalle emozioni e dai vissuti dunque, all’interno della relazione terapeutica caratterizzata da fiducia, empatia ed accettazione incondizionata, il paziente intraprende insieme al terapista un percorso finalizzato al benessere psicofisico.

OBIETTIVI SPECIFICI
Il laboratorio di musicoterapia è inoltre concepito per affrontare i problemi di apprendimento dell’età evolutiva: dislessia, disortografia, disgrafia, difficoltà in aritmetica, discalculia, difficoltà nell’attenzione, comportamenti particolari (aggressività, eccesso di vivacità, incapacità a stare fermo, disinteresse, apatia, scarsa socializzazione, tendenza all’isolamento, ecc.).

All’interno della relazione terapeutica, nella quale si attuano processi di interazione empatica profondamente partecipata , il bambino si sente accolto e non giudicato. Inizia così un percorso, veicolato dalla musica, che favorisce nel bambino maggior spontaneità, che porta al rafforzamento dell’io attraverso lo sviluppo delle proprie risorse e che permette al terapista di valutare se i problemi riscontrati nel bambino sono disturbi veri e propri, tratti comportamentali o altro ancora.

La terapia parte dal presupposto che ogni persona abbia in sé risorse e potenzialità innate. Il linguaggio sonoro offre al bambino l’occasione di sperimentare attraverso se stesso, arrivando all’apprendimento senza fatica, attivando e sviluppando abilità cognitive quali l’attenzione, la concentrazione e la memoria. L’agire attraverso lo sperimentare conduce il bambino ad imparare ritrovando la congruenza fra se stesso (la corporeità, i vissuti, le esperienze) ed i segni scritti (Giulia Cremaschi Trovesi).


Con Manuela Arosio, Musicoterapista
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