NON SEMPRE COSì

In questi ultimi mesi ci siamo ritrovati di fronte ad un grande disvelamento esistenziale: la vita è incertezza, il controllo sugli eventi è un’illusione, la morte- come affermava Heidegger- “è la possibilità dell’Esserci più propria, incondizionata, certa e come tale indeterminata e insuperabile”. Nel riconoscere la possibilità della morte su di sé come una scelta anticipatrice l’uomo, secondo Heidegger, ritrova il suo essere autentico e comprende veramente se stesso.

Per comprendersi l’essere umano può assumere come punto di partenza se stesso o il mondo e gli altri uomini. Nel primo caso si ha la comprensione propria dell’esistenza autentica, nel secondo caso si ha la comprensione della propria esistenza inautentica.

Partire da sé con un atto di scelta, di libera scelta è l’intenzione proposta dalle pratiche mindfulness. La pratica mindfulness è uno stato naturale e spontaneo dell’essere e richiede solo la percezione della realtà, senza giudizi, accettando e osservando ciò che si sperimenta dentro di sé. Nella pratica mindfulness non si cerca di essere positivi, ma si accetta senza giudizi la realtà del proprio vissuto, sia esso piacevole o spiacevole. Il risultato di questa consapevolezza non giudicante porta ad uno stato spontaneo e autentico di pace e amorevolezza, non indotto.

In questo periodo la pratica mindfulness (=mente piena, consapevole) ha accarezzato le mie dense giornate. Nel corso di un webinar di spazio Iris sulle pratiche di mindfulness  compassionevole tenuta magistralmente e con cuore aperto dal prof. Siegel sono venuta a conoscenza della frase “Not alway so”(non sempre così) di Ajahn Chah, monaco buddista.  Non sempre così, mi ripetevo. Non sempre va bene o come avevo fantasticato, immaginato, progettato. Tutto scorre – Panta Rei di Eraclito- come l’acqua di un fiume e ciò che siamo in questo attimo ha lasciato andare ciò che siamo stati un istante fa.  Accettare l’indeterminatezza della nostra stessa esistenza, sentire il nostro respiro, accogliere con gentilezza i nostri pensieri è un’opportunità alla portata di ognuno di noi.

Proviamo con gentilezza e curiosità a metterci in ascolto: Quali sensazioni abbiamo in questo momento nel nostro corpo? Quali pensieri? Quali emozioni ci attraversano?  C’è una sensazione di pace e armonia nel sapere che siamo i nostri stessi custodi e che possiamo condividere questa scoperta con il prossimo. Prendiamoci cura di noi stessi così come possiamo, ora, in questo momento. Respiriamo, la vita è in noi… e l’aria entra ed esce.

Riconoscere le nostre emozioni senza giudicarle o respingerle, abbracciandole con consapevolezza, è un atto di ritorno a casa

Thich Nhat Hanh, monaco buddista

 

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