LE FESTIVITA’NATALIZIE: GIOIA E DELIZIA O CROCE E MESTIZIA?

Già a partire dal mese di Novembre i contesti in cui ci muoviamo mutano, iniziano a prepararsi all’intenso periodo delle festività natalizie.

I reparti dei supermercati incominciano a fare spazio a giocattoli di ogni genere, gli scaffali si riempiono di panettoni e pandori e,indipendentemente dalla nostra volontà, ci ritroviamo avvolti da questa scintillante atmosfera che avrà il suo culmine nella celebrazione del Santo Natale, nei festeggiamenti per la fine d’anno e l’inizio del nuovo fino a concludersi con la ricorrenza della Epifania.

Con il trascorrere dei giorni i negozi si addobbano di diversificati pacchi dono, i paesi e le città si illuminano di alberi natalizie di insegne luminose beneauguranti.

Una cornice che invita a sentirci gioiosi, appartenenti, ad aderire pienamente a ciò che sta per accadere.

Nonostante ciò…e in apparente contrapposizione a tutto ciò,per un numero sempre maggiore di persone questo periodo dell’anno attiva emozioni di nervosismo, ansia e tristezza fino ad esitare in franchi episodi depressivi.

Come può succedere?

E’esperienza comune che con l’avvicinarsi delle festività si intensifichino gli impegni a carattere sociale, cene con i colleghi, feste coni compagni di corso, spettacoli dei figli a scuola, visite o telefonate a parenti ed amici con cui non si hanno rapporti durante l’anno.

Queste formalità se possono essere occasioni di svago per alcuni, per altri possono rappresentare eventi vissuti con costrizione, con affanno, occasioni di confronto e di esposizione in cui dover dimostrare ciò che si è e che si ha.

E’come se si dovesse essere felici, al di là di come autenticamente ci si sente.

Anche l’acquisto dei regali può costituire un fattore di stress; dedicare tempo agli acquisti, scegliere il regalo “giusto”ed esporsi algiudizio di gradimento dell’altro può essere vissuto come un dovere daespletare che come simbolo di un pensiero o di un sentimento.

Altri vissuti ed altre esperienze possono far si che il periodo delle festività natalizie accentui il senso della perdita, la mancanzadi chi non c’è più. Ci si può sentire avvolti dalla solitudine, dal rimpiantoed estranei o esclusi dal teatro di colori e suoni che ci circonda.

Cosa potrebbe aiutare a sentirci un po’ meglio?

Naturalmente non esiste una risposta univoca e valida per ciascuno e questo articolo fa riferimento a stati d’animo transitori, che non condizionano la qualità complessiva di vita e contestualizzati al periodo.

Incominciare a dedicarsi all’acquisto dei regali con un certo anticipo, pianificare da chi si andrà a pranzo o cosa cucinare può ridurre il senso di pressione.

Utilizzare le festività come occasione di incontro con le persone care, con cui autenticamente desideriamo trascorrere del tempo ovvero ritagliarci spazi di libertà e trasformare le convenzioni in occasioni di incontri lieti e sentiti.

Per chi avverte malinconia e tristezza può essere importante non chiudersi, ma condividere le emozioni che affiorano e i ricordi malinconici che questi periodi possono far emergere.

Accettare la propria tristezza, anche se non è lo stato d’animo “richiesto”e, per quanto difficile, connettersi con persone, contesti, situazioni che mitigano tale disagio può lenire il disagio.

Concludendo, una buona conoscenza di noi stessi, il riconoscimento e l’accettazione di ciò che proviamo al di la di ciò che dovremmo provare e il dedicarci a ciò che sentiamo potrebbe darci giovamento, possono costituire validi strumenti per attraversare questo periodo.

Se lo stato di malessere perdura al punto da condizionare la qualità di vita può rivelarsi utile rivolgersi ad un professionista.

A cura della D.ssa Agata Pollastri, psicologa psicoterapeuta

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