L’aborto spontaneo: un lutto invisibile

“Ma non era neanche un bambino! Si era già affezionata?”

“Ci sono cose peggiori…non pianga…ne farà un altro!”

A quante di noi è capitato di subire un aborto spontaneo..e quante di noi si sono sentite dire queste frasi dalle persone circostanti, dal personale ospedaliero, subendo una ulteriore traumatizzazione. Si perchè perdere un bambino è un vero e proprio trauma, anche se accaduto nelle prime settimane di gestazione. Solo chi ci è passato sa quanto dolore si prova e si vive: senso di vuoto, impotenza, senso di ingiustizia misto a senso di colpa. Molte donne si rimproverano e si chiedono se la perdita del loro bambino sia imputabile a qualcosa che hanno fatto o avrebbero dovuto fare. Si tratta purtroppo di un lutto invisibile, cioè non riconosciuto; esiste  un forte pregiudizio che non ci sia un lutto legato a questo evento e o che la sofferenza sia spropositata (si può provare un lutto per una perdita così precoce?), ma questo mancato riconoscimento sociale lascia la donna e la coppia in una profonda solitudine.

Cosa si intende esattamente per aborto spontaneo? E’ la morte in in utero del feto prima dell’epoca gestazionale in cui sarebbe in grado di sopravvivere anche al di fuori del grembo materno (epoca che ad oggi è stata fissata a 24 settimane di gestazione). La casistica ci dice che una gravidanza su tre si risolve con un aborto spontaneo e il primo trimestre di gravidanza è il più delicato da questo punto di vista. In molti casi, specialmente nelle prime settimane, ci si accorge di essere in presenza di un aborto quando ormai questo è già avvenuto (si rilevano perdite ematiche, assenza di battito cardiaco durante l’ecografia, abbassamento dei valori delle Beta HCG). Spesso l’aborto spontaneo è un evento quasi fisiologico , che in alcuni casi può presentarsi a ridosso delle mestruazioni, e non dà modo alla donna di distinguerlo da esse.

MA quali sono le ripercussioni psicologiche?

E’ un lutto inaccettabile perchè percepito come innaturale e inaspettato: si aspetta la vita e invece si incontra la perdita. E’ insensato perchè spesso non se ne conoscono le cause.

Tutto ciò si ripercuote sul vissuto che la donna o la coppia possono provare: i genitori assistono impotenti alla perdita del loro bambino, andando incontro a uno tsunami emotivo che mina il loro senso di sicurezza e disorganizza le loro difese. Il feto, anche se solo nelle prime settimane, è un figlio a tutti gli effetti e perdendolo , si perde una parte di sè che iniziava a costituire un elemento identitario. Inoltre la mancata possibilità di vedere il corpo su cui piangere non permette di percepire la morte come reale, causando una difficoltà nel processo di elaborazione del lutto. Confusione e incredulità, senso di irrealtà e depersonalizzazione, sensazione di stordimento e di andare in pezzi: queste solo alcune delle emozioni che si possono provare. Si tratta di un doppio lutto: vi è la perdita del figlio (in quanto il figlio è insostituibile) e vi è il lutto del corpo, vissuto come traditore, come fallito e inadeguato.

Una madre in lutto è impegnata nel compito più difficile di tutti: trasformare l’amore dei baci non dati, degli abbracci mancati, degli sguardi mai incrociati (cit. Ravaldi).

Il dolore non dipende dal tempo di gestazione ma dall’investimento affettivo e dal significato che la coppia ha dato a quell’esperienza. I primi contesti e le prime persone con cui i genitori entrano in contatto subito dopo la terribile notizia condizionano l’espressione delle risorse personali per iniziare ad affrontare la perdita. Per questo serve una acuta sensibilità nel trattare questi eventi.

Essere sostenuti in questa fase difficile è fondamentale, sia per la donna , che per la coppia. Essere accompagnati ad elaborare la perdita aiuta la coppia a dare un nome e un senso alle emozioni vissute, per poi poterle identificare e accettare per andare avanti…. Sì perchè provare queste emozioni è naturale e fisiologico.

A cura di Debora Comi, Psicologa Psicoterapeuta sistemico socio-costruzionista

Per maggiori informazioni sul servizio di sostegno psicologico al lutto perinatale:

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