Il mondo dell’allattamento: dieci miti da sfatare

In Italia, la prima settimana di ottobre è dedicata all’allattamento al seno, quindi, anche noi del Melograno abbiamo deciso di affrontare, proprio in questo periodo, l’argomento.

Di allattamento si parla tanto, ma a volte si sa davvero poco.

Sono numerose le informazioni che arrivano alle donne in gravidanza e alle neomamme, spesso da fonti molto diverse tra loro: operatori sanitari, libri ma anche amiche o parenti che hanno avuto un figlio; alcune informazioni ci vengono tramandate di generazione in generazione.

Ma tutto quello che ci viene riportato è davvero corretto?

Scopriamolo insieme andando a sfatare alcuni dei miti più comuni.

Partiamo!

  1. Dopo lo svezzamento è inutile che continui a dargli il seno perché il latte diventa acqua.

È dimostrato che il latte materno cambia la propria composizione in relazione ai bisogni del bambino; modifica, quindi, la propria struttura durante una singola poppata, durante l’arco della giornata e anche nel corso della crescita del neonato.

Tutto ciò accade dal momento che il lattante, crescendo, sviluppa necessità differenti.

Molte persone pensano che, per questo motivo, da quando si iniziano ad introdurre cibi complementari, il neonato abbia meno bisogno di latte e che quindi quest’ultimo diventi acqua o comunque poco nutriente e perciò non sia necessario continuare a proporre il seno.

Ciò non è assolutamente vero, il latte potrebbe cambiare la propria struttura, regolandosi in relazione alla crescita del bimbo ma continuerà a fornirgli i nutrienti necessari.

Ricordiamo, infatti, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) consiglia di proseguire l’allattamento anche dopo i 6 mesi (periodo in cui generalmente si inizia lo svezzamento) e raccomanda di continuarlo fino almeno ai 2 anni.

  1. Se hai fatto un taglio cesareo non potrai allattare.

Il tipo di parto (taglio cesareo o parto naturale) non influenza di per sé l’avvio dell’allattamento il quale dipende, invece, dalla fuoriuscita della placenta e dall’inizio della produzione degli ormoni tipici di questa fase.

Quello che fa la differenza è il tipo di assistenza che mamma-bambino ricevono nell’immediato post parto: l’OMS raccomanda che si proceda immediatamente con un contatto pelle a pelle e che il primo attacco al seno avvenga idealmente entro 30 min dalla nascita.

  1. Se non hai allattato con il primo figlio allora non potrai allattare se avrai altri bambini.

Si tratta di una credenza molto diffusa e che, in alcuni casi, scoraggia le donne ad allattare perché convinte del fatto che, del momento che non sono riuscite con il primo figlio, non ci riusciranno nemmeno con il secondo.

Non c’è alcun fondamento scientifico in questo, il consiglio che mi sento di dare a queste mamme è quello di rivolgersi a un’ostetrica che le assista e, magari, già durante la gravidanza, informarsi il più possibile frequentando corsi (come il nostro corso preparto “di nuovo mamma” per mamme alla seconda o terza gravidanza) oppure incontri informativi (come, ad esempio, il nostro “Spazio Mamma”).

  1. In allattamento alcuni alimenti non possono essere assunti

Tutte le donne in allattamento, almeno una volta, si sono sentite dire di evitare questo o quel cibo; alcuni alimenti, secondo le credenze popolari, altererebbero il sapore del latte al punto tale da non incontrare i gusti del bambino, altri, invece, vengono messi sotto accusa perché sarebbero la causa delle famose coliche.

Tutte queste affermazioni non trovano alcun riscontro nella letteratura scientifica. A nessuna neomamma è richiesto di rinunciare a un cibo in particolare, l’unica indicazione per le donne in allattamento è quella di mantenere una dieta varia, equilibrata, bilanciata e non eccessivamente restrittiva; l’unica sostanza da evitare è l’alcol.

  1. L’attività fisica influenza il sapore del latte materno.

Non vi è alcuna prova del fatto che praticare attività fisica contribuisca ad alterare il sapore del latte.

Nel rispetto del proprio corpo e dei propri tempi di recupero post-parto è consigliato, come in qualunque fase della vita, praticare un’attività sportiva.

  1. Molte madri non riescono a produrre abbastanza latte per il proprio bambino.

Quasi tutte le donne producono una quantità necessaria di latte per rispondere ai bisogni alimentari del proprio bambino. La produzione è determinata da fattori come un buon attacco al seno, la frequenza delle poppate e molto altro e non a fattori come, ad esempio, le dimensioni del seno, il non essere state allattate ecc.

Purtroppo, alcuni allattamenti che non vanno a buon fine per una produzione di latte insufficiente hanno altre cause a monte: una mancata informazione, un mancato supporto da parte della famiglia o degli operatori sanitari.

Per questo motivo è importantissimo informarsi già durante la gravidanza partecipando a corsi di accompagnamento alla nascita e magari scegliendo anche un’ostetrica di fiducia che vi assista fin dai primi giorni a casa.

  1. Non si dovrebbe allattare quando si è malate.

Non c’è nulla di più sbagliato in questa frase, quando non si sta bene e, ad esempio, si ha un’influenza si può tranquillamente continuare ad allattare anche perché attraverso l’allattamento si possono passare al bambino gli anticorpi prodotti contro quel particolare virus o batterio che vi ha colpite.

  1. Se allatti non puoi rimanere incinta.

Vi è un piccolo fondo di verità in questa affermazione: l’allattamento è, infatti, un fattore di protezione per l’insorgenza di nuove gravidanze soprattutto nei primi sei mesi dopo il parto ammesso che vengono rispettate alcune condizioni.

Nonostante ciò, non si tratta di una verità assoluta; è raccomandato, nel caso in cui non si cerchi nell’immediato una nuova gravidanza, fare attenzione e magari rivolgersi a un’ostetrica o a un ginecologo di fiducia per una consulenza riguardante i vari metodi contraccettivi che si possono scegliere.

  1. Quando si allatta, ad ogni poppata, devono essere proposti entrambi i seni

Sfatiamo anche questo mito: è importante lasciare che il bambino finisca di svuotare il primo seno e non vi è alcun problema se poi, durante la stessa poppata, non prenderà anche l’altro perché sazio e soddisfatto.

Questa indicazione è importante per due motivi:

  1. La produzione di latte avviene quando il seno si svuota completamente; se spostiamo il bambino prima che questo abbia drenato completamente una mammella il rischio è che, con il tempo, la produzione di latte vada via via diminuendo

  2. Il “primo latte” risulta essere meno calorico e più ricco di acqua rispetto a quello presente a fine poppata; se si stacca precocemente il bambino per offrire l’altro seno il rischio è che il lattante non si nutra in maniera adeguata e, in alcuni casi, che non cresca come ci si aspetterebbe.

  1. Sei di nuovo incinta, devi smettere di allattare.

Se la mamma lo desidera può tranquillamente continuare ad allattare il primo bimbo anche se in attesa di un secondo; non vi è alcuna controindicazione per quanto riguarda l’allattamento ne per quanto riguarda la nuova gravidanza, anzi una volta nato il secondo bambino vi è anche la possibilità di allattare in tandem (ovvero allattare entrambi i figli contemporaneamente).

Queste sono solo alcune delle tante frasi che le mamme si sentono ripetere ogni giorno e che purtroppo, a volte, non le aiutano.

Per evitare di incappare in informazioni sbagliate, il consiglio che ci sentiamo da darvi, come già accennato, è quello di informarsi il più possibile già prima della nascita del bambino attraverso corsi di accompagnamento alla nascita (presso il centro il Melograno vengono offerti sia corsi di coppia per genitori in attesa del primo figlio che corsi per mamme alla seconda o terza gravidanza), attraverso incontri informativi (come il nostro “Spazio Mamma) e cercando un’ostetrica di fiducia che venga poi a domicilio per aiutarvi e chiarirvi eventuali dubbi.

Ne approfittiamo per invitarvi allo Spazio Mamma di lunedì 18 ottobre dalle ore 14.00 alle ore 15.30 in cui parleremo proprio di Allattamento.

Allattare è costruire una relazione, a prescindere che sia al seno o artificiale. Allattare è nutrire il proprio bambino di affetto e legame.

L’importanza dell’allattamento, anche quando non è naturale, è dato da quella preziosa opportunità di vicinanza fisica che è fonte di comunicazione e di gratificazione per la madre e il figlio. Entrambi, attraverso il contatto “pelle a pelle” iniziano a conoscersi. Comincia infatti, con l’allattamento, un rapporto intimo e di simbiosi in cui il neonato trae una serie di informazioni sulla sua mamma, mentre questa ha tutto il tempo per osservare il piccolo a lungo immaginato.
(Giuseppe Maiolo)

articolo a cura di Beatrice Fruzzetti, ostetrica

Per info sui nostri servizi:

nascita@centroilmelograno.it

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