GENITORI AD ALTO CONTATTO… O SEMPLICEMENTE “A CONTATTO”

*Allattamento a richiesta? 10 punti *

*Cosleeping? 25 punti*

*Parto in casa? 50*

*Se poi usi anche la fascia portabebè 100 punti e sei la regina dell’alto
contatto.*

*Purtroppo troppo spesso sento parlar di alto contatto come di una ricetta,
quando non addirittura di una gara far “tutto giusto”… Perchè… se non dormi
con lui che mamma sei? Se gli dai “l’aggiunta” no no no… hai proprio
fallito… e ormai… non sarai più un “GENITORE AD ALTO CONTATTO”…*

*Ho riflettuto su cosa significhi per me mamma e per me Istruttrice Portare
i Piccoli, vivere un percorso genitoriale ad alto contatto e affiancare
altri genitori nel percorso portato “ad alto contatto”.  E l’unica risposta
che mi viene da dare è: “ma in fondo… che ci importa?”*

*Ok… sento già tremare il tempio… tuonare il dio dell’Alto Contatto e con
la coda dell’occhio sto cercando la via di fuga più vicina…*

*Ma, la mia risposta è davvero questa: non mi importa definirmi, ne
definire le coppie che vengono da me… In fondo ho sempre odiato le ricette,
i passaggi obbligati e adoro le variazioni sul tema. *

*Essere un genitore ad alto contatto per me è azzerare per un attimo il
giudizio basato sulla prassi genitoriale omologata, farsi domande banali su
cose che “pensiamo di sapere già” e darsi delle risposte autonome e sincere
e che spesso sono le più elementari… e da queste risposte nuove far
scaturire le nostre prassi di genitori.*

*Per me essere un genitore ad alto contatto significa prima ancora ESSERE
UN GENITORE A CONTATTO…  A CONTATTO COL BISOGNO DEL BAMBINO, mettermi in
ascolto, empatizzare con lui e col suo bisogno…*

*E allora proviamo insieme a metterci in ascolto e farci queste domande. *

*Chiediamoci ad esempio se un neonato debba stare nel silenzio, da solo,
fermo in una culla o se sia meglio portarlo su di noi in fascia…*

*Per rispondere analizziamo la condizione del piccoli PRIMA della sua
venuta al mondo.*

*Per nove mesi è stato DENTRO la madre. Immerso nell’orchestra del grembo,
un luogo rumorosissimo e caldo. Quel rumore e quel contatto uterino è stato
per mesi la prova che “VA TUTTO BENE”. Che c’è qualcuno con lui che fa un
gran rumore e si muove, cammina, si agita, su giù… Tutto questo gran
trambusto vuol dire che lui non è solo e che è PROTETTO. *

*Col parto il piccolo ESCE da questa fantastica orchestra semovente e gli
si chiede di starsene da solo in un lettino fermo a passare il più del
tempo senza confine e contenimento, senza calore se non quello di una
copertina e spesso senza rumori intorno. *

*Abituato all’orchestra del grembo, al continuo movimento viene sbattuto in
un universo fatto di VUOTO. Non c’è più quel rumore, non c’è più quel
calore, non c’è più quel movimento. Non c’è nulla intorno… Non c’è NESSUNO…
Sono solo…  Pericolo… pericolo… sos… piango strillo… mi agito…*

*Bene. Ci siamo fatti la domanda, abbiamo valutato le condizioni precedenti
sulle quali comprendere il BISOGNO attuale del bimbo.*

*In questo momento siamo a tutti gli effetti GENITORI A CONTATTO. *

*A CONTATTO COL SUO BISOGNO.*

*E ora possiamo darci una risposta. *

*Ciascuno per conto suo. *

*E questa risposta sarà il nostro personalissimo sentire, la nostra ricetta
su come saremo GENITORI “A CONTATTO COL BISOGNO” DEL BAMBINO. E che questo
poi venga definito dai manuali alto o basso o medio o sghembo poco
importa. *

*Beh… Ammetto che sono convinta che nei più dei casi la vostra risposta vi
porterà automaticamente ad una scelta che ogni manuale definirebbe “ad alto
contatto”, ma sono altrettanto consapevole che nel caso ciò non avvenisse
quella sarà comunque LA SCELTA GIUSTA PER VOI.  *

*Non c’è nulla di più deleterio che leggere pile di manuali del buon
genitore ad alto contatto e darsi delle regole che non corrispondono
affatto al nostro sentire. Non c’è nulla di più deleterio di un genitore ad
alto contatto che non sopporta stare a stretto contatto…  Non c’è nulla di
più deleterio che fallire e sentirsi inadeguati…*

*Essere genitori ad alto contatto non significa “fare cose ad alto contatto
col proprio bambino” ma “essere sereni e naturali nel fare cose con proprio
bambino”. *

*Senza bisogno di manuali, o di studi scientifici.*

*Quelli servono dopo. *

*Per convincere le nonne ;)*

Manuela Montalbano – Istruttrice “Portare i Piccoli”

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